Vairano Patenora è il comune della provincia di Caserta più noto e famoso per le sue specialità gastronomiche, fortemente legate alle tradizioni locali. Negli anni sessanta Veronelli dedicò ampio spazio, nei suoi racconti sui viaggi nell’Italia dei sapori, alle qualità e alle particolarità dei salumi di quest’area, che affondano le radici in tradizioni millenarie: solo di recente, tuttavia, questi prodotti stanno ottenendo il meritato riconoscimento. Nel territorio tra Teano e Vairano è di antichissima tradizione l’allevamento, a carattere familiare, del maiale “casertano” o “pelatello”, perché privo di setole, che trova il suo ambiente ideale nei boschetti e nelle macchie di querce che compongono il tipico paesaggio agrario mediterraneo che in epoca romana era detto saltus. Il filetto e il filettone di Vairano Patenora sono prodotti con il taglio di filetto suino avvolto in velo naturale. Sia per il filetto che per il filettone, che sostanzialmente si differenziano nelle dimensioni, il procedimento tradizionale di preparazione è molto accurato: della carne suina, opportunamente frollata, viene ricavato un filetto ben regolare che, mantenuto integro del suo deposito di grasso di copertura, viene salato e speziato con aromi naturali. Successivamente, viene insaccato in budello naturale e lasciato essiccare, quindi picchettato e conservato in sugna o sott’olio, in tradizionali vasi di vetro o di terracotta. Il borgo antico di Vairano Patenora, secondo un’antica leggenda, sarebbe frequentato dal fantasma di Re Carlo II D’Angiò più volte ospite nel Castello.
Il toponimo “Vairano” deriva dal nome latino di persona Varius a cui si aggiunge il suffisso -anus, indicante possesso. Quindi Vairano significa: “terra di Vario”. “Patenora”, invece, si riferisce alla pianura circostante, scavata dal Volturno, che è detta “Patenaria”. Il territorio comunale si estende nella valle del fiume Volturno, tra il massiccio del Matese e il parco regionale di Roccamonfina-Foce Garigliano. Dalla fertile pianura emergono i due rilievi montuosi del Catreola (587 m.) e del Montauro o S. Angelo (465 m.), dove domina la tipica macchia mediterranea, e, al confine con il comune di Presenzano, il lago vulcanico di Vairano che ha per emissario un torrente che sfocia nel Volturno.

Periodo romano e medievale

Sulle montagne circostanti sono state rinvenuti i resti di un accampamento dell’età del bronzo. In età storica il territorio era occupato dai Sanniti. I resti della cinta muraria presenti sulla sommità del Montauro lasciano supporre ad alcuni studiosi che qui fosse ubicata l’antica città sannita di Austicola. Dopo la conquista romana (290 a.C., alla fine della terza guerra sannitica) dipese dal municipio di Teanum Sidicinum e in epoca alto-medievale passò ai Longobardi. Nell’XI secolo i normanni vi eressero un castello, che fece probabilmente parte del demanio regio e che l’imperatoreEnrico IV donò a Roffredo dell’Isola, abate di Montecassino, il 20 maggio del 1191[senza fonte]. Il castello fu quindi coinvolto nelle lotte tra l’imperatore, sposo di Costanza d’Altavilla, e il re di Sicilia Tancredi: il conte Ruggero di Chieti, che appoggiava il re Tancredi, respinse l’assedio del castello condotto dalle truppe imperiali e dell’abate Roffredo nel 1193. In seguito furono brevemente ospiti del castello Federico II di Svevia, Carlo II d’Angiò e il papa Gregorio X.

Dal Quattrocento all’Ottocento

Nel 1437 la città fu saccheggiata dal patriarca Vitellesco. Nel 1460 resistette nuovamente ad un secondo assedio da parte degli angioini, durante la guerra tra il re di Napoli, Ferrante I d’Aragona e il suo rivale Giovanni d’Angiò, ma l’anno successivo il castello fu quasi totalmente distrutto da Marino Marzano, oppositore degli aragonesi e la città rimase depopulata et dehabitata. Il castello attuale venne ricostruito tra il 1491 e il 1503 dal barone Innico II d’Avalos, che ricostruì anche le mura cittadine. Nel 1500 viene eretto il borgo di Marzanello come avamposto.
Nel 1590 Vairano fu acquistata dal barone Antonio Mormile di Frignano Cacciapuoti. I Cacciapuoti ottennero il titolo ducale di Vairano nel 1628 e nel 1660 restaurarono nuovamente il castello, che restò in possesso della famiglia fino all’abolizione del feudalesimo nel 1806.

Unità d’Italia e Novecento

La localizzazione dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II avvenuto il 26 ottobre 1860, che suggellò l’Unità italiana dopo le imprese garibaldine, passato alla storia come “incontro di Teano”, si sarebbe invece svolto a Vairano Scalo, presso la località di Taverna della Catena. Durante il periodo fascista, nella Taverna della Catena venne rinchiuso il pensatore e filosofo comunista Antonio Gramsci.

Castello aragonese

Il castello aragonese di Vairano, fu fatto costruire sui resti di quello normanno e svevo, tra il 1491 e il 1503 da Innico II d’Avalos. Presenta quattro torri di cui la più grande, posta a sud-est, è detta “Torre mastra” ed è dotata di un ingresso ad atrio scoperto. L’interno è distrutto, ma sono ancora visibili la suddivisione dei piani, le cucine, le carceri e la vecchia cisterna.

Borgo medievale

È molto facile lasciarsi affascinare dalla magia delle rovine dei due borghi dimenticati: il borgo medievale di Vairano Patenora e di Marzanello Vecchio. “Rivivere” le emozioni di principi e cavalieri visitando il Castello d’Avalos di Vairano Patenora, passeggiare nel borgo, attraverso viuzze suggestive e stradine gradonate; scendere al quartiere San Giovanni, varcando porta Oliva e attraversando Via Roma, costeggiando palazzi ottocenteschi. La cinta fortificata del borgo medioevale era intervallata da 14 torri cilindriche su base a scarpata e si apriva con tre porte (porta Oliva, porta di Mezzo, o di Mezzogiorno, e porta Castello, o di Sant’Andrea). Il borgo di Vairano, edificato sulla collina detta del Piesco, è circondato da mura intervallate da quattordici torri scarpate e culmina nella fortezza. I varchi nel perimetro fortificato sono la Porta Castello, o Porta S. Andrea, rivolta a Nord-Est; la Porta di Mezzo, verso Mezzogiorno e la porta Oliva, a Sud. Le prima costruzione della fortezza si suppone che risalga al IX-X secolo, quando per difendersi dalle incursioni dei Saraceni si ebbe il cosiddetto fenomeno dell’«incastellamento», cioè l’abbandono della pianura per le colline, che portò miglioramenti della vita non solo per quanto riguarda la difesa, ma anche per la salubrità dell’aria. I castra o castella erano modesti villaggi fortificati che sorgevano su delle piccole alture. I primi castelli normanni erano realizzati in legno su di un terrapieno artificiale, di solito circondati da un fossato. A questo si aggiunga che la posizione rialzata permetteva di controllare agevolmente le principali vie di transito, nel caso di Vairano la via Latina o Casilina e la via consolare degli Abruzzi.

Borgo medievale di Marzanello

Il borgo di Marzanello fu creato nel Cinquecento come avamposto. È formato da poche case e dalla chiesa di San Nicola, da poco ristrutturata. Verso la metà del XVIII secolo la popolazione iniziò a spostarsi verso l’attuale agglomerato urbano. Nei pressi si trova la chiesa di Santa Maria del Monte, a due navate, con affreschi e un quadro raffigurante la Vergine, e il “Palazzone”, villa romana del I secolo a.C., successivamente fortificata nel Medioevo. Non bisogna dimenticare la Fontana del Vallo, di discreto interesse storico.

Abbazia della Ferrara

Costruita tra il 1171 e il 1179 dal monaco cistercense Giovanni de Ferraris, ospitò il re Federico II di Svevia e il futuro papa Celestino V. Conserva la cappella e un affresco del XIII secolo raffigurante i funerali di Malgerio Sorel, valletto di Federico II.

Chiesa di San Bartolomeo

Edificata in origine nel 1310 e successivamente sostituita dall’attuale edificio tra il 1779 e il 1823. Nella nuova chiesa vennero portati tutti i beni custoditi nella precedente, tra cui lo stemma dei baroni d’Avalos e le spoglie mortali di San Clemente, giunte a Vairano nel 1777.

Chiesa della Madonna di Loreto

Eretta nel Cinquecento da un chierico, Andrea Carpino, rimasto colpito da un pellegrinaggio al santuario di Loreto, nella piazza di Santa Lucia, appena fuori dalle mura del borgo. In passato la chiesa aveva tre altari i cui affreschi sono andati perduti. Si conserva un’immagine della Vergine al di sopra dell’entrata principale.

Convento di Sant’Agostino

Fondato probabilmente tra il 1305 e il 1328 quando Bartolomeo de Capua fece incidere sulla porta il proprio stemma. Il convento di S. Agostino aveva una chiesa e un chiostro decorato con episodi della vita e dei miracoli del Santo. Nella chiesa c’erano diverse cappelle tra cui quella della Confraternita del Santo Rosario. Oggi si può ammirare un affresco che raffigura la Beata Vergine con il Bambino che dorme, databile al secolo XVIII. L’archivio del convento venne distrutto dai Francesi nel 1806. Nello stesso anno l’istituzione fu soppressa. Fu in questo convento che Teofilo da Vairano, maestro di Giordano Bruno, mosse i suoi primi passi.

Chiesa di San Tommaso

Di incerta data di costruzione, è situata nel borgo medievale. Precedentemente intitolata al Santissimo Sacramento, venne intitolata a san Tommaso nel 1777.

Chiesa di San Giovanni

In via omonima, del 1700, ha un unico altare. All’interno è ancora possibile ammirare una serie di affreschi sulla vita di San Giovanni Battista. Fu interdetta al pubblico dopo aver subito numerosi danni a causa del terremoto del 1980.

Chiesa di Sant’Orsola

Costruita intorno al 1382 poco lontano da Piazza mercato, era a due navate, tre altari di legno intarsiato e dipinto e un trittico che ornava altare maggiore di cui non si conosce la fine. Ha subito danni durante la seconda guerra mondiale. Vi sorgeva accanto anche la chiesa di Santa Maria delle grazie.

Ponte delle Frattelle

Sul torrente Patanaro, in località Frattelle, è presente un ponte romano a schiena d’asino a tre archi che metteva in comunicazione i pagi della pianura Patenaria.

La Fontana delle Quattro Cannelle

Fontana a quattro getti continui alimentata dalla sorgente del Vallone, ricostruita nel 1924.

Vairano Scalo

Vairano Scalo è stazione ferroviaria sulla Roma-Napoli, via Cassino. Nel centro del paese si trova l’edificio della Taverna della Catena, vincolato e recentemente restaurato e un monumento dedicato allo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II che alcuni ritengono che qui sia avvenuto il 26 ottobre 1860. Vi si trova la chiesa dei santi Cosma e Damiano, luogo di culto cattolico consacrato nell’anno 2000 da Francesco Tommasiello, allora vescovo della diocesi di Teano-Calvi. La chiesa è in stile moderno e fa parte del complesso parrocchiale, comprendente anche un alto campanile che ospita sette campane. All’interno, la chiesa è costituita da un’unica aula illuminata dal grande finestrone in facciata e terminante con l’area presbiterale, rialzata di alcuni gradini, ove trova luogo l’altare. Sulla cantoria in controfacciata si trova l’organo a canne Mascioni opus 1189, costruito nel 2011 ed inaugurato il 17 dicembre dello stesso anno. A trasmissione mista, ha tre tastiere di 61 note ciascuna ed una pedaliera di 32 note. Di grande fascino è anche la Chiesa Madre di Vairano Scalo intitolata alla Madonna del Carmine, recentemente ristrutturata, e voluta dal Duca di Caianello Pasquale Del Pezzo che la fece costruire, come conferma l’epigrafe in latino scolpita ai piedi dell’altare, nell’anno 1880 così da dare ai primi abitanti di Vairano Scalo un luogo di preghiera. Va ricordata, infine, la Cappella di San Gennaro, situata sulla via Casilina.

Taverna della Catena

La Taverna della Catena è un monumento nazionale storico situato nella frazione di Vairano Scalo del comune di Vairano Patenora, presso il quale il 26 ottobre del 1860 sarebbe avvenuto lo storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II, passato alla storia con il nome di “incontro di Teano” e che secondo la tradizione sarebbe invece avvenuto presso il ponte di Cajanello, odierno ponte San Nicola, nella frazione di Borgonuovo (Teano). Nel XVIII secolo lungo le vie consolari di Vairano, la via Latina e la via Venafrana, sorgevano diverse taverne per la sosta e il cambio dei cavalli dei postini e dei viandanti. Tra queste la “Taverna della Catena”, edificata dal duca Domenico Mariconda intorno al 1720, prende il nome dal fatto che quando i re si recavano a caccia nella vicina riserva di Torcino, l’incrocio veniva sbarrato da una catena. È stato fatto un tentativo di ristrutturazione esterna e oggi lo stabile ha quello che gli esperti pensano sia stato il colore originario della facciata.

Lago di Vairano

Il lago di Vairano lago di Vairano si trova a nord del territorio di Vairano Patenora, vicino al confine con il comune di Presenzano. La sua origine è probabilmente vulcanica, ha per emissario un canale che sfocia nel fiume Volturno. Tutt’intorno c’è una folta vegetazione palustre (salici, pioppi, canne ninfee) e alcuni uccelli palustri (l’airone cenerino e le anatre selvatiche). Il lago veniva usato dalla popolazione di Vairano per la lavorazione della canapa. In pianura uccelli migratori sostano tra i canneti del piccolo laghetto di Vairano, di origine vulcanica e del fiume Volturno ove sono presenti anche lontre.

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